Il padre

L’importanza del padre nella vita:Un figlio vive la madre come strapotente, e solo con l’aiuto del padre diventa indipendente, può differenziarsi. Molte persone cui manca il padre interiormente, sono manipolabili e diventano un giocattolo nelle mani altrui.Il padre è il nostro “No”, la capacità di separarci e dire addio. (La madre è il nostro “Sì”, la capacità di amare e legare). Per mano del padre, il figlio trova la sua strada nel mondo.

Il padre difende (di norma) la famiglia in pubblico e mostra al figlio come conquistare e difendere il suo posto nel mondo.Poiché il padre deve stare con entrambi i piedi nella realtà per provvedere alla sua famiglia, con lui impariamo il rapporto con la realtà (ciò che va e ciò che non va) – con la madre e separati dal padre, molti “volano alto”, costruiscono castelli nell’aria, sono staccati da terra e arroganti. Bert Hellinger: “Con la madre i figli tendono verso l’alto, in cielo – con il padre scendono di nuovo a terra.”

L’amore della madre è un amore che ha cura e soprattutto è riferito all’ambito limitato della famiglia. L’amore del padre è ampio, il suo sguardo va spesso oltre la famiglia stessa. Perciò il padre non ci lega strettamente a lui come la madre. Con lui ci sentiamo più liberi. Così il progresso, non essendo altro che un movimento di allontanamento dai genitori e dalla famiglia di origine, viene prevalentemente dal padre (Bert Hellinger).

Dare un posto al padre nel proprio cuore, prenderlo nel profondo dell’anima (esercizi e costellazioni).

Il padre è la persona più frequentemente esclusa nelle famiglie. Se non ci sentiamo appartenenti o non visti, spesso siamo interiormente vicini e connessi con nostro padre.

Poiché si trovava a margine o sullo sfondo della nostra famiglia e noi figli giravamo intorno alla madre, spesso non percepivamo:

– quanto ci ha amato

– e quanto si è preso cura di noi, quanto ci ha dato con amore, come è stato a servizio dei suoi figli/della moglie/della famiglia.

Ha pensato a noi con amore, spesso da lontano. E noi abbiamo preso molto da lui senza grazie e a volte senza rispetto, come se fosse scontato.

Il padre e il proprio posto nel mondo.

1. Quando il padre ha un posto nella nostra anima e nel nostro cuore, spesso anche noi abbiamo il nostro posto nel mondo.

Con il Padre in noi, abbiamo la forza di conquistare e difendere il nostro posto nel mondo (professione, pubblico, ecc.).

 Diventare maschio nella sfera d’influenza del padre

Solo se il figlio passa dalla sfera di influenza della madre a quella del padre, diventa uomo, altrimenti rimane “cocco di mamma”: non libero per una propria moglie, senza rispetto per le donne, senza autorità. In questo caso ha (molte) donne, ma nessuna compagna.

Il movimento di avvicinamento verso il padre precocemente interrotto e la sua guarigione

Similmente alla madre, spesso c’è anche un movimento di avvicinamento interrotto nel nostro rapporto con il padre, che può avere origini diverse:

una separazione precoce dal padre

quando la generazione maschile si interrompe, specialmente quando nostro padre non ha alcun legame interiore con suo padre.

in caso di adozioni

quando il padre naturale è un altro e viene/è stato nascosto/rifiutato

Dipendenza (alcool, droghe, nicotina, dipendenza da internet) e la mancanza del padre

La dipendenza sostituisce la mancanza del padre:

“Io sono dipendente da te, caro Papà. Non ho mai abbastanza di te.” E poi prendere il padre nel cuore con amore e nel profondo della propria anima – esattamente così com’è.

Il caso particolare dell’anoressia

In caso di anoressia – fino a 20 anni fa l’anoressia esisteva solo tra le ragazze, e ora anche tra i ragazzi – la ragazza diceva interiormente al padre: “Preferirei scomparire io, piuttosto che tu, caro Papà”. Si accorge che il padre vuole andarsene, vuole cioè lasciare la famiglia, o che vuole addirittura morire. E lei vuole morire/andare al posto suo, perché lui possa rimanere.

E i ragazzi oggi? Dicono la stessa cosa alla madre: “Preferisco scomparire io piuttosto che tu, cara Mamma”.

La soluzione sarebbe che la ragazza vada tra le braccia della madre e da questa posizione dicesse al padre: “Papà, no! Io resto. Mamma mi tiene in vita.” E che il ragazzo viceversa vada tra le braccia del padre e dica alla madre: “Mamma, no! Io resto. Papà mi tiene in vita.”

Padre e vita, madre e morte

Molti bambini portano in se una fatidica frase: “Io per te. Io muoio per te”. Dicono questa frase quasi sempre alla madre e raramente al padre. L’anoressia della ragazza è un’eccezione. Ma dove un bambino, come spesso accade, vuole morire con la madre, il padre è la salvezza. Con il padre può vivere. Quindi è importante condurre il bambino dal padre, liberarlo con l’aiuto del padre dalla sua volontà di morire e sacrificarsi e mantenerlo in vita.

Amare spiritualmente il Padre

Esercizio: Guardare il padre con amore, al di là delle immagini della nostra infanzia/gioventù – e con i nostri occhi (non quelli di nostra madre) – e vederlo ora. E guardare più in là di lui ad un lontano potere spirituale, creativo. Questa forza ha messo a servizio nostro padre, esattamente così com’è, un uomo comune. E’ stato preso in servizio da questo potere per suo figlio. E’ stato destinato a noi così com’è ed è parte del nostro destino. Lasciamo andare con amore tutti i desideri e le aspettative che lo vorrebbero diverso. A volte abbiamo desiderato un padre ideale. Cioè, dovrebbe essere come Dio. Ma lui è solo un uomo comune, così come la madre è solo una donna comune. E’ limitato in quello che può dare a suo figlio. E così acconsentiamo a lui così com’è. E prendiamo tutto da lui, la nostra vita e molto altro ancora. “Grazie, papà, per così tanto. Lo prendo, tutto, il tutto. A prezzo pieno. Sì a te, proprio come sei. Proprio così mi sei stato donato.”

Il padre diventa così “un’esperienza di Dio” come la madre. In lui si rivela la creazione, la vita. Prendiamo da lui soprattutto la vita e così entriamo in sintonia con la vita.

Che fare con ciò che era difficile, che ha fatto male, che ha danneggiato il figlio? Il figlio prende anche questo come prezzo per questo padre. E dice: “Così sono cresciuto. Proprio con questo. Mi ha aiutato a crescere in modo speciale.”

Non va interpretata come una terapia, un farmaco, o una psicoterapia: semplicemente, avendo capito come funzionano “Gli Ordini dell’Amore” e la realtà della nostra risposta possiamo affrontare con maggiore consapevolezza e cognizione di causa quello che ci capita.

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